Dal Castello di Carini, si scorge il mare in lontananza, stretto dalle montagne; la vastità del cielo che sovrasta il paese. La linea della costa è quasi impercettibile, come quelle della ferrovia e dell'autostrada. Non c'è un'edificazione chiara e distinguibile, ci sono solo edifici frapposti a vaste aree un tempo coltivate ad agrumi. La strada principale è Corso Italia, che si snoda come un torrente tra questa edilizia confusa, e lambisce la nostra area di studio. Il progetto parte da un'idea molto semplice: realizzare un "muro", che non sia un elemento di separazione per gli abitanti del luogo, ma che li spinga alla riscoperta di ciò che sta attorno e gli appartiene. Per questo le aree di verde, attualmente dismesse, vengono riutilizzate come campi coltivati che, grazie alla realizzazione di adeguate infrastrutture urbane, consentono la vendita di ortaggi a chilometro zero. Completa il progetto una torre d'acqua, visibile da lontano ed elemento di riconoscimento per l'area, dalla doppia funzione: contenitore e parete per il free-climbing.

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